Ven. Mar 6th, 2026
Cosa è successo il 10 febbraio 1947?

Il 10 febbraio 1947 fu una data cruciale per la storia italiana del secondo dopoguerra, poiché in quel giorno venne firmato il Trattato di Parigi tra l’Italia e le potenze alleate, che formalizzò la cessione di ampie zone dell’Istria, del Quarnaro, di Zara e gran parte della Venezia Giulia alla Jugoslavia. Questo evento, legato anche ai massacri delle foibe e all’esodo giuliano-dalmata, viene oggi commemorato in Italia come il Giorno del Ricordo, una giornata dedicata alla memoria delle vittime e degli esuli di quel drammatico confine orientale. 

Cosa successe in dettaglio:
  • Firma del Trattato di Pace: 

    I Trattati di Parigi, firmati il 10 febbraio 1947, sancirono la fine della Seconda Guerra Mondiale per l’Italia, ridisegnando i confini nazionali e portando alla perdita di territori storicamente italiani. 

    • Foibe ed Esodo: 

      La data del 10 febbraio è simbolica perché segna l’atto formale che portò all’esodo di centinaia di migliaia di italiani (istriani, fiumani e dalmati) che furono costretti a lasciare le loro terre, spesso dopo aver subito violenze, rappresaglie e omicidi nelle foibe, cavità carsiche usate come fosse comuni. 

  • Istituzione del Giorno del Ricordo:
    Per onorare la memoria di queste tragedie, il Parlamento italiano ha istituito il 10 febbraio come “Giorno del Ricordo” nazionale, una ricorrenza civile per non dimenticare le vittime e la vicenda del confine orientale.

    La Giornata del Ricordo delle vittime delle Foibe si celebra il 10 febbraio per conservare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata e delle complesse vicende del confine orientale nel secondo dopoguerra. La ricorrenza è stata istituita dalla Repubblica Italiana con la legge n. 92 del 30 marzo 2004, approvata dal Parlamento con l’obiettivo di rinnovare il ricordo di eventi storici a lungo trascurati.

    Le foibe, profonde voragini naturali presenti in Istria, Fiume e Dalmazia, furono utilizzate tra il 1943 e il 1947 per eliminare migliaia di italiani: oppositori del regime jugoslavo, fascisti, militari e civili innocenti. Le stime parlano di 10-20 mila vittime infoibate vive. Parallelamente, l’esodo giuliano-dalmata coinvolse circa 350 mila italiani, costretti ad abbandonare le proprie terre cedute alla Jugoslavia con il Trattato di Pace di Parigi del 10 febbraio 1947, data simbolica della ricorrenza.

    Le violenze furono perpetrate da partigiani titini e da gruppi slavi nazionalisti dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, in un contesto di rappresaglie contro l’occupazione italiana. La legge istitutiva prevede celebrazioni ufficiali, iniziative scolastiche e l’assegnazione di medaglie commemorative ai familiari delle vittime tra l’8 settembre 1943 e il 10 febbraio 1947.

    Il Presidente della Repubblica e le istituzioni promuovono messaggi per riflettere su queste pagine dolorose della storia, con rigore e senza retorica, ponendo l’accento sulla verità storica. Ogni anno si organizzano mostre, conferenze e visite ai memoriali, come quello di Basovizza presso Trieste. L’obiettivo è educare le nuove generazioni al rispetto dei diritti umani, alla prevenzione dei totalitarismi e delle pulizie etniche, promuovendo pace e riconciliazione con i vicini sloveni e croati.

    Il Giorno del Ricordo colma un vuoto memoriale riconosciuto anche dal Consiglio d’Europa, onorando gli esuli e contrastando il negazionismo. Le iniziative culturali comprendono pubblicazioni, film e documentari che raccolgono le testimonianze dei sopravvissuti. La ricorrenza contribuisce inoltre a rafforzare l’identità nazionale e l’integrazione europea del confine orientale.

fonte da( google.it)

 

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