Dom. Apr 2nd, 2023
Terremoto in Turchia e Siria

Il 6 febbraio alle 4.17 un terremoto di magnitudo 7.9 colpisce il sudest della Turchia e il nord della Siria. Il Servizio Nazionale della Protezione Civile si attiva immediatamente.

All’evento principale seguono numerose scosse, di cui una di magnitudo 7.5. Decine di migliaia di persone perdono la vita, altrettanti sono i feriti e i dispersi. Le persone sopravvissute devono far fronte al freddo, alla mancanza di energia elettrica, di viveri e acqua potabile. Gli edifici crollati sono migliaia. I danni alla rete viaria complicano ulteriormente il lavoro dei soccorritori.

Le autorità turche chiedono l’intervento del Meccanismo Europeo di Protezione Civile, che si attiva per inviare squadre di ricerca e soccorso, beni e materiali. A seguire il Meccanismo viene attivato anche per portare assistenza al popolo siriano. Su proposta del Ministro per la protezione civile e le politiche del mare Nello Musumeci, il 9 febbraio il Consiglio dei Ministri dichiara lo stato di emergenza per l’intervento italiano nei territori colpiti dal sisma.


L’intervento italiano

L’Italia, attraverso il Servizio Nazionale, offre immediatamente la propria disponibilità a inviare aiuti a supporto delle autorità locali. A poche dall’evento, una squadra composta da esperti del Dipartimento della Protezione Civile e del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco è già sui luoghi dell’emergenza per avviare la collaborazione con le autorità locali e con i team internazionali precedendo l’arrivo del primo team di soccorso italiano.

Infatti, nell’ambito del Meccanismo europeo, il nostro Paese offre un modulo USAR Medium (Urban Search And Rescue), per le attività di ricerca e soccorso tra le macerie in ambito urbano. Il modulo, messo a disposizione dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, è integrato da personale medico dei Servizi sanitari regionali e opera a partire dal 7 febbraio nell’area di Antiochia.

L’11 febbraio arriva in Turchia anche un team DVI (Disaster Victim Identification) composto da 5 esperti appartenenti all’Arma dei Carabinieri, Polizia di Stato e Unità di Crisi del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (Maeci) per supportare le autorità locali nelle attività di identificazione delle possibili vittime italiane.

L’avvicendamento del personale impegnato sui territori colpiti dall’emergenza e il trasporto dei materiali è assicurato dai velivoli P180, C130 e KC-767 dell’Aeronautica Militare e ATR-72 della Guardia di Finanza.

FONTE: https://emergenze.protezionecivile.gov.it/

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